Credenze popolari inerenti la meteorologia
Dove cresce l'alloro non cadono fulmini.

Se le api non si allontanano dall'alveare è segno di tempo perturbato in arrivo.


L'atmosfera  molto trasparente (gli oggetti molto lontani si vedono nitidi) è indice di cattivo tempo in arrivo.


Le vacche che  bevono  a lungo e lentamente indicano  l'avvicinarsi della pioggia.


Gli animali che  giacciono nelle stalle tutti nello stesso indicano l'avvicinarsi della pioggia.


La calendula che di giorno tiene chiusi i fiori  indica l'avvicinarsi di un temporale.


I calli dolenti  indicano  l'avvicinarsi della pioggia.


Se, nel giorno della Candelora(2 febbraio) splende il sole, il freddo che dovrà ancora fare  sarà più intenso di quello che ha già  fatto.


Cielo rosso dalla parte del mare  tempo buono.


La civetta che canta di mattina indica un peggioramento delle condizioni meteo.


I delfini che giocano in mare indicano  pioggia imminente o mare mosso.


Le fratture risanate o le vecchie ferite  che fanno male indicano un imminente cambiamento del tempo.


Il fieno emana un profumo più intenso con l'approssimarsi della pioggia.


Le fogne emanano cattivo odore  quando si avvicina un temporale.


Le piante di fico e di quercia  attirano i fulmini.


Il fumo che pare arrestarsi nell'aria lascia presagire l'arrivo imminente della pioggia.


Quando i gabbiani volano sul mare è segno di bel tempo.


I gabbiani che si radunano  sulla costa  lasciano presagire  cattivo tempo.


Quando il gallo canta a lungo  la pioggia è in arrivo.


Quando il gatto sbadiglia è in arrivo un temporale .


Quando il gatto si lava a lungo leccandosi ripetutamente le zampe è in arrivo la pioggia.


Una gazza isolata  in primavera lascia presagire tempo cattivo.


Se lampeggia molto e poco tuona  si prevede la caduta di una grande quantità di pioggia.


Un improvviso lampeggiare indica una forte tempesta in arrivo.



Saggezza popolare
Di li Carennuli si cunusci l'annata (Contea di Modica)
"A cominciare dal giorno di Santa Lucia sino a tutta la vigilia di Natale corrono dodici giorni, che  i nostri villani  chiamano Carènnuli (da calende) , e da essi credono indovinare il tempo di ciascun mese  dello imminente anno; imperocchè a ciascuno di quei dodici giorni danno la significazione di un mese , in ordine progressivo, cominciando dal giorno 13, che raffigura gennaio, e finendo col 24, che è dicembre."
G. Pitrè