Curiosità - Pozzallo 6 febbraio 1873
Il Lessona, in una nota a pag. 261 dell'opera illustrata di Vogt e Specht, nonché nella sua Storia naturale illustrata (I mammiferi, pag. 925), ricorda un caso di spiaggiamento (arenamento) di cinque giovani capodogli, avvenuto in Sicilia, il 6 febbraio 1873, sulla spiaggia di Marza presso Pozzallo (punta S. E. dell'isola). Vi propongo il racconto tratto dal libro di Lancetta-Stoppani "Passeggiate nei dintorni di modica nel 1880" pubblicato dalla Tipografia Temistocle Avolio di Modica nel 1880
" Non vorrei che a qualche pesce venisse in testa qualche ghiribizzo, "
disse uno studente, che, ostentando un coraggio che non aveva, s'era
seduto a cavalcioni sulla prora della barca: " sarebbe bella che qualche
pesce cane avesse a farmi restare senza scarpe."
" O qualche organante, " soggiunse un marinaro.
" Cosa sono gli organanti? " domandò un'altro studente.
" I capidogli, " rispose il marinaro: " l'anno passato ne arenarono sette, là,
appunto dov'erano loro signori."
" Come, come, " disse il primo studente, ritirando lestamente le sue gambe
nella barca: " sette capidogli? Contate come fu. "
" Ecco, " incominciò il marinaro: " non mi ricordo se ne avessimo cinque o
sei di febbrajo."" Cinque, " suggerì l'altro marinaro.
" Bene, o cinque o sei fa lo stesso, " seguitò il primo marinaro. Dunque
due cacciatori di Pozzallo erano partiti a vespro con la barca per portarsi
all'isola dei porri a caccia, ma siccome faceva un pò di maretta, pensarono
bene di approdare alla Marza, e di passarvi la notte. "
" E poi che avvenne? “ domandammo tutti.
" Ecco, " proseguì il marinaro: " Quei cacciatori avevano tirato la barca a
secco e s'erano coricati entro la stessa. Quando, a notte fatta, sentono un
fracasso indiavolato, s'alzano, gettano un salto fuori della barca, e via, a
gambe levate per la campagna. Cos'era quel fracasso? Era una frotta di
capidogli che pareva si volessero mangiare l'aria. Anzi loro..."
" Loro chi, " domandò uno studente." I cacciatori, " rispose il marinaro: " nel sentire gli urli che facevano,
credettero d' aver a che fare con una truppa di diavoli. Ma raccontò un
mio compare, che è frate della moglie d'un cognato di questi, che il mare
era tutto schiuma; quegli animali urlavano come lupi, e pareva proprio che
i diavoli facessero la battaglia di Lissa fra loro. E poi, mi diceva mio
compare, cannonate da tutte le parti e il mare andava su e giù che le ondeparevan montagne; insomma pareva che fosse il giudizio universale!
Nella barca si stava tutti in gran silenzio, e lo studente che aveva promosso
quel raccoto scivolando dalla prora, adagio, adagio, alla chetichella, era
venuto a sedersi nel bel mezzo della barca. Il marinaro continuò: " Alla
mattina del giorno susseguente, proprio all'alba, i cacciatori ritornarono
alla spiaggia e trovarono sette capidogli, là, belli, arenati, che parevano
carcasse di barca."Erano ancora vivi? " chiese uno studente.
" Come se eran vivi, " rispose il marinaro: " aprivano tanto di bocca, e
soffiavano l'acqua in alto che parevano fontane: "
" Quei cacciatori, osservò il medesimo studente: " avrebbero potuto tirar
loro delle fucilate."
" Che sono queste fucilate? " fece il marinaro: " con animali di tal sorta,
che s'inghiottono le palle come confetti, ci vuol altro che delle fucilate."
" E che ne fecero poi? " Domandarono gli studenti." Vennero tutti quelli di
Pozzallo, " rispose il marinaro, " di Modica, di Spaccaforno, da tutte parti,
da tutti i paesi: insomma gente tutto il giorno senza fine; poi li tirarono con
le corde, li tagliarono a pezzi con le accette, e chi ne portò via un pezzo, e
chi un altro; poi una barca di Malta venne e caricò tutto quello che era
rimasto e non lasciò manco le ossa."